
Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) la salute viene definita come “stato completo di benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia”. È proprio da questo presupposto che nasce la figura del Chirurgo Plastico ed Estetico: un professionista che, con le sue competenze ed abilità unite ad una importante etica del lavoro e ad elevate qualità morali, gioca un ruolo fondamentale nell’armonia psico-fisica dell’individuo.
Esiste, infatti, uno stretto legame tra Chirurgia Plastica ed Estetica e la psicologia: un paziente può rivolgersi al Chirurgo per esigenze fisiologiche, ovvero nel caso in cui vi sia un difetto fisico che ostacoli funzioni vitali dell’organismo (nel caso di una rinosettoplastica funzionale per il miglioramento della respirazione) ma spesso le esigenze sono di tipo puramente estetico basandosi su motivazioni psicologiche atte a rispettare dei canoni di bellezza tali da ottenere un cambiamento non solo “esteriore” ma soprattutto interiore configurando una rielaborazione della propria psiche.
Tutti questi concetti, così come la continua ricerca del “bello”, hanno sempre trovato terreno fertile in un ambiente ricco di storia e di cultura come quello partenopeo, dove il piacere, ma soprattutto il piacersi, sono alla base della filosofia di vita della maggior parte dei napoletani.
Come spesso accade, i numeri giocano un ruolo fondamentale nell’avvalorare questa tesi: nell’ultimo anno, infatti, in riferimento alla nostra regione si è registrato un aumento di pazienti (il rapporto uomo – donna è di 1 a 6) che decidono di sottoporsi a interventi di chirurgia e medicina estetica, ma anche di chirurgia secondaria.
Nell’ambito della chirurgia estetica la percentuale di chi si è sottoposto ad additive e sostituzioni è del 60%; rinoplastica il 40%; otoplastica il 15%; blefaroplastica il 30%.
Per quanto riguarda la medicina estetica gli interventi al viso si concentrano su botox (botulino) e filler (acido ialuronico) con una percentuale del 65%; mentre per il corpo la percentuale è del 50% per carbassiterapia, radiofrequenza e microonde.
Infine, per la chirurgia secondaria le correzioni e gli interventi eseguiti in altra sede per mammelle e naso parlano del 50% del totale.
Un dato sorprendente riguarda anche il boom che ha conosciuto la chirurgia plastica nell’epoca del “lockdown” dovuto alla pandemia che stiamo vivendo. Infatti, il vedersi proiettati in piccoli e grandi
schermi per motivi di lavoro o semplicemente come metodo alternativo di socializzazione, ha accentuato la percezione di quei piccoli e grandi difetti con i quali non eravamo così soliti approcciarci venendo a definire quello che molti chiamano la “Zoom Face” proprio dal programma che ci permette di comunicare.
Questo boom ha riguardato, per l’appunto, soprattutto il volto con tutti gli interventi di chirurgia e medicina estetica ad esso correlati. Anche in questo caso e come suo solito, Napoli non è rimasta certo a guardare come spettatrice disinteressata ma, con tutta la sua ampia offerta di professionisti ed esperti del settore, è sempre pronta ad offrire soluzioni valide ad ogni richiesta lecita dei pazienti e proprio la nostra città sarà sede di uno dei più importanti congressi di Chirurgia Plastica ed Estetica a livello nazionale.
D’altronde quale città può vantare di avere, nel suo panorama, la forma di una donna distesa rappresentata dalla suggestiva e meravigliosa isola di Capri oppure ricordare le sinuosità di una donna meglio del golfo di Napoli?
Proprio queste caratteristiche hanno reso Napoli una fucina di molti Chirurgi Plastici pronti a fornire, con la loro professionalità e le loro competenze, solo il meglio per quanto riguarda la ricerca della bellezza.